La FIA potrebbe intervenire sui regolamenti tecnici della stagione 2026 già nelle prossime settimane. Dopo le prime gare del campionato, la Federazione ha infatti previsto un incontro con i team per analizzare i dati raccolti e valutare eventuali correttivi alla gestione dell’energia delle nuove power unit.
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Regolamento F1 2026: dopo la Cina un cambio drastico?
Il primo vero banco di prova per le monoposto di nuova generazione è stato il GP d’Australia a Melbourne. Le vetture hanno mostrato accelerazioni molto elevate grazie all’aumento significativo della componente elettrica, ma la gestione dell’energia si è rivelata uno degli aspetti più delicati del nuovo regolamento.
La potenza elettrica disponibile è infatti cresciuta sensibilmente rispetto al ciclo tecnico precedente, mentre l’MGU-H è stato eliminato e la capacità della batteria è rimasta sostanzialmente simile. Questo equilibrio non sempre perfetto tra recupero e utilizzo dell’energia ha creato alcune difficoltà, soprattutto su un tracciato come Albert Park, dove si percorre oltre il 65% del giro con l’acceleratore completamente aperto.
In qualifica, inoltre, la quantità di energia recuperabile è stata ridotta per evitare strategie estreme. Una scelta che ha limitato la possibilità di sfruttare appieno il potenziale dell’MGU-K. In gara la situazione è risultata più gestibile, grazie alla possibilità di recuperare più energia e a una gestione meno aggressiva del cosiddetto derating nei lunghi rettilinei.
La FIA sospettava tutto questo? Il regolamento F1 2026 in bilico dall’inizio
La FIA aveva comunque previsto fin dall’inizio della stagione un periodo iniziale di osservazione per comprendere meglio il comportamento delle nuove vetture. Melbourne rappresentava infatti uno dei casi più estremi del calendario dal punto di vista energetico, e per questo non è considerato un riferimento definitivo.
Il prossimo appuntamento in Cina potrebbe offrire indicazioni più realistiche. Il circuito di Shanghai presenta un rettilineo molto lungo, ma anche diverse zone dove recuperare energia e curvoni veloci che non richiedono il massimo utilizzo del motore elettrico.
Proprio dopo il GP di Cina è previsto un incontro tra FIA e squadre per analizzare i dati raccolti tra test invernali e prime gare del campionato. L’obiettivo sarà capire se intervenire sui regolamenti e con quali tempistiche.
Tra le opzioni allo studio c’è una possibile riduzione della potenza dell’MGU-K oppure un aumento dell’efficacia del super-clipping, la fase in cui l’unità elettrica recupera energia anche con l’acceleratore completamente premuto.
Attualmente il recupero in questa fase è limitato a 250 kW per motivi di sicurezza, ma la Federazione sta valutando la possibilità di aumentarlo fino a 350 kW. Una modifica che permetterebbe di recuperare più energia nei rettilinei e potrebbe ridurre la necessità per i piloti di ricorrere frequentemente al lift and coast per gestire i consumi energetici.
La situazione verrà quindi riesaminata dopo la tappa cinese, quando la FIA e i team avranno finalmente un quadro più completo sul funzionamento delle nuove power unit 2026.