Il GP d’Australia 2026 ha già messo in evidenza uno dei fenomeni tecnici più discussi della nuova era della Formula 1: il super clipping. Con le power unit di nuova generazione, dove la componente elettrica rappresenta circa il 50% della potenza totale, la gestione dell’energia è diventata decisiva.
Durante le prove libere di Melbourne diversi team hanno lavorato proprio su questo aspetto, ma uno degli esempi più evidenti si è verificato sulla Red Bull di Max Verstappen, che nelle Prove Libere 2 ha sperimentato in prima persona gli effetti di questo fenomeno.
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Cos’è il super clipping e perché avviene in F1
Il super clipping in F1 è un calo improvviso di potenza che si verifica quando la batteria della power unit si scarica completamente durante un rettilineo. In quel momento l’MGU-K, il motogeneratore collegato all’energia cinetica della vettura, smette di fornire assistenza al motore termico e passa alla fase opposta: il recupero di energia.
Quando questo accade, la potenza in eccesso prodotta dal motore viene indirizzata verso la ricarica della batteria. Il risultato è che l’MGU-K inizia a comportarsi come un generatore.
Questo processo ha una conseguenza diretta sulla prestazione: parte dell’energia del motore termico viene utilizzata per ricaricare la batteria, riducendo quindi la spinta complessiva disponibile per la trazione. Se il motore a combustione non riesce a compensare la perdita di potenza elettrica, la vettura subisce un evidente calo di velocità.
Con il nuovo regolamento tecnico, che ha aumentato il peso della componente elettrica fino a renderla pari al motore termico, questi effetti risultano ancora più marcati rispetto al passato.
Verstappen perde quasi 50 km/h a Melbourne: l’esempio del super clipping
Un esempio concreto di super clipping si è visto chiaramente durante le Prove Libere 2 del GP d’Australia.
Nel pieno di un giro veloce, Max Verstappen ha improvvisamente perso una grande quantità di velocità sul rettilineo che porta alla veloce chicane delle curve 9 e 10 del circuito di Albert Park.
I dati indicano che la Red Bull dell’olandese è passata da 326 km/h a 279 km/h, con una perdita improvvisa di quasi 50 km/h.
L’aspetto più significativo è che il quattro volte campione del mondo non ha sollevato il piede dall’acceleratore. Il calo di velocità non è stato quindi causato da un errore di guida o da una frenata anticipata, ma proprio dall’esaurimento della carica elettrica disponibile.
In quel momento la batteria si è scaricata e l’MGU-K ha iniziato la fase di recupero, sottraendo potenza al motore termico per ricaricare l’accumulatore. Senza il supporto della componente elettrica, la Red Bull non è riuscita a mantenere la stessa velocità di punta lungo il rettilineo.
Un fenomeno sempre più importante nella F1 2026
Con le power unit della nuova generazione, il super clipping è destinato a diventare un elemento sempre più rilevante nell’analisi tecnica dei weekend di gara e quindi dobbiamo fare l’abitudine a sentire questo nuovo termine, così come è stato per il porpoising durante il vecchio ciclo regolamentare.
I team devono infatti scegliere con grande precisione dove utilizzare la potenza elettrica e dove recuperarla, bilanciando prestazione e consumo della batteria. Una gestione troppo aggressiva può portare a fenomeni di clipping nei punti sbagliati del circuito, compromettendo il tempo sul giro.
Proprio per questo le sessioni di prove libere sono fondamentali: ingegneri e piloti analizzano i dati telemetrici per capire come distribuire al meglio l’energia lungo la pista.