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F1 | Niente champagne per Antonelli a Suzuka, ecco perché

Kimi Antonelli festeggia il podio a Suzuka senza lo champagne come stabilito dalle regole locali in Giappone dove l'età minima consentita per consumare alcool è di 20 anni.

La vittoria di Kimi Antonelli a Suzuka ha lasciato in eredità molto più di un semplice risultato sportivo. Tra i dettagli che non sono passati inosservati agli occhi più attenti, ce n’è uno che racconta perfettamente l’incontro tra Formula 1 e cultura locale.

Niente champagne per Antonelli: il motivo è nella legge giapponese

Sul podio del Gran Premio del Giappone, accanto a Oscar Piastri e Charles Leclerc, Kimi Antonelli ha festeggiato senza la classica bottiglia di champagne tra le mani. Una scena insolita per chi è abituato ai rituali del Circus, ma perfettamente coerente con la normativa giapponese.

In Giappone, infatti, l’età minima legale per consumare alcolici è fissata a 20 anni. Antonelli, che li compirà il prossimo 25 agosto, non poteva quindi bere champagne sul podio. Per questo motivo, al giovane pilota italiano è stata consegnata una bevanda analcolica, in linea con le regole locali.

Un dettaglio curioso, soprattutto considerando che dal 2022 la maggiore età nel Paese è stata abbassata a 18 anni: una modifica che però non ha riguardato né il consumo di alcol né il fumo, rimasti vincolati alla soglia dei 20.

Tradizione e rispetto: quando la Formula 1 si adatta al Giappone

L’episodio di Suzuka è un esempio perfetto di quanto la Formula 1 sia costretta, e allo stesso tempo capace, di adattarsi alle culture dei Paesi che ospitano il campionato.

Il Giappone, in particolare, è una nazione in cui il rispetto delle regole e delle convenzioni sociali ha un peso enorme. Le leggi sull’alcol non sono solo norme giuridiche, ma riflettono una visione culturale molto precisa, legata alla responsabilità individuale e alla maturità. In questo contesto, anche un momento iconico e globale come il podio della Formula 1 non fa eccezione: le tradizioni dello sport si piegano alle usanze locali, senza compromessi.

Eppure, lo spirito della celebrazione non è mancato. Perché se è vero che Antonelli non ha potuto stappare lo champagne, è altrettanto vero che i suoi compagni di podio, Charles Leclerc ed Oscar Piastri, hanno rapidamente “compensato” versandogliene una grande quantità addosso.

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