F1 2026: guida ai nuovi carburanti sostenibili ed e-fuel
La Formula 1 dice addio al petrolio: dal 2026 le Power Unit correranno con benzine 100% sostenibili. Ecco la sfida tecnica tra biocarburanti avanzati e combustibili sintetici. Biocarburanti ed e-fuel, i team ed i partner, le scelte tecniche.
Uno dei cambiamenti più importanti del regolamento F1 nel 2026 è quello che riguarda i carburanti in quanto dovranno essere sostenibili. Da quest’anno infatti, ad alimentare i motori delle monoposto dovranno essere carburanti privi al 99% di derivati del petrolio, costringendo i team ed i loro partner a trovare nuove materie prime per raffinare benzine sostenibili. Al momento risulta ancora una sfida non semplice, con marchi che faticano a produrre le necessarie quantità a cui si aggiunge il problema della sostenibilità prezzi e di ingegneri che conservano ragionevolmente ogni segreto sulla miscela.
Inoltre, per parlare di un aspetto puramente sportivo, ancora non si conoscono le reali prestazioni in pista. D’altronde i cambiamenti sul regolamento sono tanti, ad esempio centrare la combinazione perfetta di carburante per l’efficienza della propria Power Unit potrebbe fare tutta la differenza. Per questo, e per agevolare il lavoro agli ingegneri, è stata concessa massima libertà in termini di ricerca e partnership tecnica, garantendo anche una maggiore varietà di soluzioni.
Nuovi Carburanti F1 2026
Biocarburanti ed E-fuel: le due strade per la F1 2026
Il nuovo regolamento impone l’uso di carburanti privi al 99% di derivati fossili. Le soluzioni adottate dai colossi petroliferi (Shell, Petronas, ExxonMobil, Aramco) si dividono in due categorie principali:
- Biocarburanti avanzati: ottenuti da scarti agricoli, rifiuti organici e cellulosa (seconda generazione), evitando di impattare sulla filiera alimentare.
- E-fuel (Carburanti sintetici): creati catturando la CO2 dall’atmosfera e combinandola con idrogeno prodotto tramite elettrolisi da fonti rinnovabili.
Per quanto riguarda lo sviluppo di benzine sostenibili, è stata lasciata carta bianca ai team che, ciascuno con i propri partner, ha potuto studiare la soluzione migliore per le proprie necessità. Quindi va ricordato che ogni team custodisce gelosamente le conoscenze sviluppate nell’ambito. Si sa però che le soluzioni migliori al momento sono biocarburanti avanzati ed e-fuel sintetici, in quanto già testati e sostenibili come da regolamento.

Biocarburanti avanzati
I biocarburanti sono benzine, gas e diesel definiti “sostenibili” perché utilizzano prodotti di scarto e catturano gas. Questi, invece che essere rilasciati nell’ambiente, vengono recuperati per bilanciare il suo impatto di CO2.
Per produrli si utilizzano allora scarti biologici prodotti da settori come l’agricoltura e l’industria cartacea. Avanzi agricoli, rifiuti organici e cellulosa, sono prodotti da buttare ma anche valide alternative agli idrocarburi di origine fossile. Vengono definiti biocarburanti “avanzati” in quanto di seconda generazione, ovvero non intaccano la filiera alimentare e vengono prodotti con tecniche nuove come la gassificazione o la fermentazione. Entrambi i processi usano la fermentazione di biomassa o cellulosa per ricavarne gas o liquidi combustibili.
E-fuel sintetici
Gli e-fuel sintetici invece utilizzano procedimenti di sintetizzazione del carburante partendo dalle molecole base, ovvero anidride carbonica CO2 ed idrogeno H. Un buon fondamento per rendere sostenibile un e-fuel è l’energia rinnovabile, con la quale si possono raccogliere le materie prime e raffinarle senza dover ricorrere all’energia fossile. Ora si può produrre l’idrogeno dall’elettrolisi dell’acqua e combinarlo alla CO2 raccolta dall’ambiente. Anche in questo caso l’anidride carbonica recuperata dall’ambiente verrà poi rilasciata dopo la combustione, ma in linea teorica pareggia il conto della sostenibilità.

Entrambe le strade più gettonate al momento dai team puntano allora su una filiera virtuosa di produzione degli idrocarburi. Ciò non cambia la natura delle molecole prodotte: i biocarburanti e gli e-fuel restano degli idrocarburi, i quali agiscono similmente ai carburanti già in uso. Il prodotto della combustione è comunque un rilascio di CO2 e calore, spostando quindi il vantaggio sul bilanciamento delle emissioni per risultare ad impatto zero. Standard per carburanti sostenibili che la FIA impone alla F1 nel 2026, allineandosi alla definizione del Renewable Energy Directive della Commissione Europea in materia. La federazione stessa si ripropone di farla rispettare ai team rilasciando una certificazione dopo i controlli. Anche alle categorie minori come F2 e F3.
Prestazioni dei carburanti sostenibili F1 2026
Contrariamente ai dubbi iniziali, i nuovi carburanti non penalizzeranno le prestazioni. Grazie alla possibilità di sintetizzare la molecola “su misura”, gli ingegneri puntano a una maggiore densità energetica. Questo permetterà di imbarcare meno kg di benzina, alleggerendo la monoposto, e di ottimizzare la combustione nonostante il nuovo limite sul rapporto di compressione (16:1) e l’accensione singola.
Il cambio di carburante richiede e permette una riprogettazione del propulsore termico. In termini di prestazione attuale, il motore manterrà prestazioni simili a quelle con un carburante classico. Almeno non in negativo: gli ingegneri hanno fra le mani l’occasione di progettare un propellente da zero e sintetizzarlo in modo che abbia le caratteristiche richieste, quindi ci si può aspettare con tutta certezza un miglioramento delle performance. Avendo le nuove regole su compressione e detonazione da considerare, si potrebbe studiare un carburante capace di utilizzare l’aggiunta di metanolo per ritardare e concentrare la detonazione al momento opportuno e massimizzare l’efficienza del motore.
O ancora: visto il maggiore apporto della componente elettrica della Power Unit, saranno necessari meno kg di benzina per completare la gara, mentre sarà fondamentale un utilizzo intelligente dell’energia del carburante per alimentare l’ibrido. Inoltre si potrebbe alleggerire ancora di più la monoposto se il carburante riuscisse ad avere un peso specifico inferiore a parità di energia sviluppata, ovvero una densità energetica superiore. Può sembrare fantascienza, ma sono tutti scenari possibili e di certo già considerati da alcuni dei migliori ingegneri al mondo. L’importante è rimanere negli ottani imposti fra 90 e 120.
Team di F1 e partnership per carburanti sostenibili
| Team | Power Unit | Fornitore carburante sostenibile | Note |
| Mercedes-AMG Petronas F1 Team | Mercedes | Petronas | Storico partner tecnico per carburanti/lubrificanti; sta sviluppando miscele ad alta densità energetica. |
| McLaren F1 Team | Mercedes | Petronas (con Merceds) | Condivide Power Unit e carburante con Mercedes |
| Williams Racing | Mercedes | Petronas (con Merceds) | Condivide Power Unit e carburante con Mercedes |
| BWT Alpine F1 Team | Mercedes | Petronas (con Merceds) ed ENI | Condivide Power Unit e carburante con Mercedes, alla quale si aggiunge ENI |
| Scuderia Ferrari HP | Ferrari | Shell | Partner storico: Shell lavora su formula di carburante sostenibile “Advanced Sustainable Fuel”, da biomassa e rifiuti |
| TGR Haas F1 Team | Ferrari | Shell (con Ferrari) | Condivide Power Unit e carburante con Ferrari |
| Cadillac F1 Team | Ferrari | Shell (con Ferrari) | Condivide Power Unit e carburante con Ferrari |
| Oracle Red Bull Racing | Red Bull-Ford | Exxon-Mobil1 | Strategia basata su e-fuel di facile variazione |
| Visa Cash App Racing Bulls | Red Bull-Ford | Exxon-Mobil2 | Condivide Power Unit e carburante con Red bull |
| Aston Martin Aramco F1 Team | Honda | Aramco | Già fornitore ufficiale delle categorie inferiori |
| Audi Revolut F1 Team | Audi | BP/Castrol | Strategia su ottimizzazione della combustione e efficienza energetica |
Una sfida per la F1 ed il futuro dell’endotermico
Questa enorme sfida tecnologica/industriale coinvolge tutto il settore dell’automotive che fatica a convertirsi totalmente in elettrico e cerca strade alternative. La Formula 1 si mette in prima linea e anticipa il mercato “civile”. Ma anche qui sembra esserci qualche difficoltà, con la FIA costretta a non imporre l’obbligo di utilizzo di carburanti sostenibili per i primi appuntamenti in programma, poiché ancora di difficile reperibilità. I processi sono lunghi e particolarmente dispendiosi, con stime fino ad oltre €100 al litro.
Come per tante altre invenzioni e tecnologie dell’auto, la massima categoria sarà un banco di prova per testarne pregi e difetti. D’altronde la sfida è stata posta prima agli ingegneri della F1, in modo che conoscenza, denaro e sfida agonistica spingano verso un futuro più sostenibile.
Cambio regolamento motore F1 2026
Molti sono i cambiamenti, ma ai fini della trattazione, l’unico importante oltre alla questione dei carburanti sostenibili stessa, è la Power Unit. Il regolamento tecnico per il 2026 porterà cambiamenti radicali per i motoristi. Ecco i punti salienti:

- Ripartizione della potenza: potenza che sarà erogata in modo paritario, 50% dal motore a combustione interna (ICE) e 50% dalla parte elettrica. L’ICE vedrà la sua potenza ridotta a circa 400 kW, mentre la parte elettrica aumenterà notevolmente, arrivando a 350 kW (circa 476 CV), un incremento di circa il 300% rispetto ai motori 2025 e precedenti.
- Abolizione dell’MGU-H: verrà eliminato l’MGU-H, il sistema che recuperava energia dal calore del turbocompressore, semplificando la power unit.
- Modalità “Override”: il DRS come lo conosciamo sarà sostituito da un sistema chiamato “Override”. Quando un pilota si trova in scia a un avversario, avrà a disposizione un extra di potenza elettrica per facilitare il sorpasso.
- Rapporto di compressione: fino al 2025 il rapporto di compressione imposto era volutamente alto a 18:1, dal 2026 invece sarà inferiore con 16:1.
- Accensione della candela: limite di una singola accensione nella camera di combustione a differenza delle 5 detonazioni che gestivano i flussi in precedenza.
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