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F1, la Red Bull è difficile da guidare: Perez spiega i problemi della monoposto

In un'intervista rilasciata sui canali ufficiali della F1, Sergio Perez ha parlato chiaramente delle difficoltà oggettive nella guida della monoposto quando si cerca di spingerla al limite

Sergio Perez durante un’intervista rilasciata ai canali della Formula 1 ha dichiarato che la Red Bull è una monoposto difficilissima da portare al limite. Secondo il pilota messicano, il punto debole del team di Milton Keynes sarebbe proprio la complessità della monoposto Red Bull difficilmente sfruttabile al 100% a causa della complessità della sua messa a punto.

Sergio Perez spiega il problema della monoposto Red Bull

“Chi luogo e tempo aspetta, vede alfin la sua vendetta”, un proverbio che Sergio Perez dovrebbe tatuarsi sulla propria pelle, o ripetere all’infinito come un mantra. Ebbene sì, in un’intervista rilasciata al broadcast ufficiale della Formula 1, l’ex pilota Red Bull con l’educazione che lo ha sempre contraddistinto si è tolto tanti sassolini dalle scarpe, parlando del trattamento (negativo) che gli è stato riservato dal team di Milton Keynes.

“Per me è molto semplice da spiegare questa situazione; la macchina è piuttosto difficile da sfruttare al 100%, per ottenere la fiducia necessaria, e le cose con cui ho faticato, anche Adrian [Newey] ne ha parlato”, ha dichiarato Perez, il quale aveva già sottolineato questo problema quando il crescente divario tra Verstappen e il messicano già nel 2023 rappresentava un campanello di allarme da non sottovalutare.

Sergio Perez sulla Red Bull B20 durante il GP di Australia
Sergio Perez sulla Red Bull B20 durante il GP di Australia

“Quando sono entrato in Red Bull, c’erano ottimi piloti che avevano faticato, come Alex [Albon] e Pierre [Gasly]; sono piloti fantastici, ma hanno faticato. Ho trascorso così tanto tempo in Red Bull che tutti si sono dimenticati di quanto sia difficile guidare la macchina, quindi è stato difficile”, ha spiegato il messicano ricalcando quanto scritto poc’anzi.

“Voglio davvero che la squadra vada bene, perché ho molti amici nel team. Ho trascorso quattro anni con loro e voglio che vadano bene. È una cosa molto difficile da raccontare. In questo momento sono all’esterno, sono stato in contatto con alcuni membri della squadra, ma quando non si è all’interno è difficile sapere cosa sta succedendo”.

Sergio Perez e Max Verstappen
Sergio Perez e Max Verstappen

“Ma voglio augurare loro il meglio. Woody, che è un mio grande amico, ora è l’ingegnere di Yuki, quindi spero davvero che facciano bene. Yuki ha talento, ha velocità e, soprattutto, deve avere la mentalità giusta per affrontarla. Penso che abbia la mentalità e l’atteggiamento giusto per affrontarlo. Spero che abbiano successo”.

Il messicano ha concluso la sua stagione in Formula 1 nel 2024 chiudendo in ottava posizione a 152 punti; una somma non sufficiente secondo Red Bull per consentirgli di correre ancora per la propria squadra, considerando i risultati deludenti e altalenanti nel corso del campionato che non hanno apportato alcun aiuto al team nella corsa (persa contro McLaren) per il mondiale Costruttori.

Sergio Perez GP Austria sulla RB20
Sergio Perez GP Austria sulla RB20

Ma c’è da chiedersi se un pilota tecnico e dai buoni risultati come il messicano – soprattutto dopo due solide stagioni a Milton Keynes nel 2021 e 2022 – potesse dimenticare come si guida. Ma seriamente un pilota può dimenticare come si sta dietro al volante? Ovviamente no, e la situazione in Red Bull dimostra chiaramente come il problema non siano i piloti, eccetto l’alieno Max Verstappen, bensì la complessità della monoposto.

Il messicano infatti ha ribadito quanto sia difficile e complesso guidare le monoposto di Milton Keynes, poco sfruttabili al 100% dai piloti. Eccetto se ti chiami Max Verstappen!

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